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Art and politics: to take a stand or not? Nine artists and curators respond

Arte e politica: bisogna esporsi o no? Rispondono in 9 tra artisti e curatori

Nove tra artisti e curatori italiani rispondono alla domanda se l'arte debba esporsi politicamente, in un articolo pubblicato su Artribune. Marco Trulli, responsabile Cultura Arci e curatore, sostiene che l'arte non possa prescindere dal contesto storico e geopolitico, e che il mondo dell'arte debba mettere in discussione le connessioni tra istituzioni culturali, guerre e violenze sistemiche. Gabi Scardi, curatrice, rifiuta la categoria di 'arte politica' e invita gli artisti ad agire politicamente, citando esempi di padiglioni nazionali alla Biennale di Venezia (Turchia 2017, Israele 2015) come modelli di critica radicale dall'interno. Un altro contributo, legato al progetto 'Francesco 2026' per il Padiglione Internet a Venezia, propone una regola etica: l'arte deve minimizzare il danno alle persone più vulnerabili.

Pussy Riot and FEMEN protest at the Russian Pavilion at the Venice Biennale. "Blood is the true language of Russia"

Le Pussy Riot e le FEMEN in protesta al Padiglione russo alla Biennale di Venezia. “Il sangue è il vero linguaggio della Russia”

On May 6, 2026, during the preview days of the 61st Venice Biennale, Pussy Riot and FEMEN staged a joint protest outside the Russian Pavilion. Led by Nadya Tolokonnikova, the activists denounced Russia's participation in the Biennale as a form of political normalization while the war in Ukraine continues. The action included chants and slogans such as "Russia kills, Biennale exhibits. Blood is Russia's art," and targeted the Russian ambassador present inside the pavilion. The protest was unannounced and caught Biennale security off guard, drawing a crowd of journalists, visitors, and art professionals.